AIA BOLOGNA: La ricetta del sogno di Ivan Robilotta

È stata una serata piacevole e coinvolgente, quella che ha visto ospite Ivan Robilotta della Sezione di Sala Consilina, arbitro che da quest’anno fa parte dell’organico della Commissione Arbitri Nazionale di Serie B.

La serata “formativa” ha avuto inizio fin dal tardo pomeriggio quando un gruppo di arbitri e assistenti della Sezione di Bologna ha potuto sostenere un allenamento dal sapore “nazionale” con Ivan, grazie alla disponibilità dimostrata già dal suo arrivo in terra bolognese. Una volta entrati in sala riunioni, dopo un’introduzione dell’ospite da parte del Presidente Antonio Aureliano e la proiezione di un video che ha ripercorso le tappe della brillante carriera di Ivan, la parola è passata immediatamente al collega che non ha celato l’emozione di parlare di fronte ad una platea gremita di incuriositi colleghi.

La riunione è stata divisa dal relatore in due parti: nella prima ha voluto raccontare brevemente quella che è la sua vita, arbitrale e non, ma che finiscono inevitabilmente per essere intrecciate tra loro, specialmente in questo caso specifico: la famiglia Robilotta conta numerose persone con la medesima passione per l’arbitraggio; nella seconda parte ha invece privilegiato l’aspetto tecnico, miscelando alla perfezione teoria e filmati.

Entrando nel vivo della riunione tecnica Robilotta ha fornito una parola chiave attorno alla quale ha voluto costruire l’intero intervento: il sogno. Sempre tenendo fisso nella mente questo concetto ha cercato di trovare la ricetta per far si che esso si realizzi: il primo elemento è sicuramente la frequentazione della sezione, luogo ideale per crescere e superare i momenti difficili. L’arbitraggio è una vera e propria scuola di vita, perché si acquisiscono valori senza i quali non si potrebbe svolgere efficacemente questa attività: responsabilità, carattere e personalità; tutti elementi che per un quindicenne che si appresta per la prima volta ad arbitrare una partita non sempre è facile mettere in campo.

Arriva poi la consapevolezza di essere un arbitro, imparare a conoscere i propri difetti e i propri punti di forza, applicarsi e studiare il regolamento costantemente: come fare tutto questo? Con passione, abnegazione e sacrifici (ma con la consapevolezza di farli volentieri).

Robilotta è entrato poi più sull’aspetto tecnico, sul concetto di conoscenza (non solo del regolamento, ma anche di allenatori e calciatori), di concentrazione (individuale ma anche del team arbitrale). Quando si parla di tecnica è facile che l’attenzione possa calare, ma questo non è accaduto, perché molto intelligentemente Ivan ha accompagnato la parte teorica con spezzoni di filmati contenenti episodi che gli sono capitati nel corso delle numerose e prestigiose partite dirette in questi anni alimentando così un dibattito prolifico e stimolante.

Al termine della riunione, ricchi di numerosi spunti per la propria crescita personale, la serata è proseguita a cena, durante la quale ospite e colleghi felsinei si sono potuti confrontare in maniera informale a dimostrazione della medesima passione che muove ogni singolo associato: dai giovanissimi fino alla Serie A.

Fonte: www.aia-figc.it