AIA PARMA: Alberto Boschi e l’etica nell’arbitraggio

Ha giocato in casa, stavolta, Alberto Boschi. Il presidente Comastri gli ha proposto una serata sull’etica nell’arbitraggio e lui ha detto subito sì. Il noto dirigente parmigiano, da poco stella d’oro C.O.N.I., non dimentica affatto la sua sezione, anzi è sempre disponibile anche verso i ragazzi più giovani. Oggi Alberto rappresenta l’associazione ai massimi livelli, nel Comitato dei Garanti, l’organo che sovrintende alle problematiche etiche di tutti gli associati, dal Presidente Nazionale all’arbitro appena uscito dal corso. “E’ per questo che è molto importante – afferma incominciando la partecipata riunione – poiché vuole essere superpartes  e tutelare tutti non da un punto di vista tecnico, ma morale. Non dobbiamo dimenticare che siamo arbitri prima fuori e poi dentro il campo: il nostro ruolo, mi rivolgo soprattutto ai giovani, impone serietà e pulizia di comportamento, seguendo le regole riportate proprio nel codice Etico”. Il suo discorso è rivolto a tutti e mette in evidenza il suo attaccamento all’associazione. “Cari giovani, arbitrare non è sinonimo di fischiare, a far quello siamo capaci tutti, potremmo sempre ripararci dietro l’alibi dell’errore fisiologico. Si può sbagliare, non c’è problema. Il punto è essere sempre corretti, relazionarsi bene con gli altri: siate portatori di serenità, non  di arroganza. Non ho detto che dovete essere arrendevoli o sempre accondiscendenti, ma neanche mettervi da soli su un piedistallo che non esiste. E poi, consentitemi di dire una cosa sui social: sono una finestra sul mondo, ma vanno saputi usare. Temo che molti di voi sacrifichino anzitutto il proprio io sull’altare di questa tecnologia a tutti i costi che ha ormai  invaso  quotidiano. Bisogna sapersi fermare: che senso ha criticare in rete la prestazione di un collega magari molto più esperto ed affermato di voi? E’ così difficile farsi prima un esame di coscienza ed evitare comportamenti sbagliati anche negli stadi quando ci improvvisiamo tifosi?”. Messaggio pure per gli osservatori. “Nelle categorie minori siete soprattutto formatori, non serve a nulla valutare per partito preso. Date le vostre opinioni con competenza altrimenti a perderci è solo il capitale umano dell’associazione”.