Cuttica a BOLOGNA: gli unici alibi studio ed aggiornamento

Si è tenuta lunedì 23 ottobre presso la Sezione di Bologna la Riunione Tecnica Obbligatoria con l’ospite sorteggiato dall’AIA Gianmario Cuttica della Sezione di Alessandria. La piacevole serata è stata inaugurata, dal Presidente Antonio Aureliano, che ha desiderato introdurre l’ospite con un video di presentazione. Gianmario dopo una brillante carriera da Arbitro (è arrivato fino alla Serie C come Arbitro e poi fino in Serie A come Assistente) ha intrapreso un altrettanto brillante percorso anche come dirigente, infatti è stato per otto stagioni Presidente del CRA Piemonte e Valle d’Aosta e da luglio scorso è componente in CAN D. Gianmario ha aperto il suo intervento con un’immagine: una bilancia con da una parte un cuore e dall’altra un cervello. “Questa figura vuole rappresentare la passione e la ragione, e se la prima deve essere innata in ognuno di noi, sulla seconda ci si può e ci si deve lavorare per migliorarsi e superarsi gara dopo gara. E qual è il modo per lavorarci? Con allenamento, con impegno e sacrificio, con concentrazione, con istinto e carattere, con un costante studio ed aggiornamento, ma soprattutto fare tutto questo con l’obiettivo di divertirsi”. L’aspetto su cui Gianmario si è voluto soffermare durante la serata è stato proprio lo studio e l’aggiornamento, infatti, troppe volte gli arbitri sono alla ricerca di alibi (attribuendo in modo goliardico ad AIA l’acronimo Associazione Italiana Alibi) e credono di essere i più bravi del mondo, ma questo è un gravissimo errore, perché impedisce la crescita personale; al contrario ci si deve mettere sempre in discussione per superare le difficoltà che si incontrano senza aggirarle. La riunione è proseguita con una digressione sulla storia del ruolo dell’arbitro, ricordando come la figura fosse nata già dal 1841 (quando ogni squadra doveva mettere a disposizione una persona che garantisse il rispetto delle regole del giuoco del calcio), ma solo dal 1871 si può parlare di “terna” e di arbitro: quindi non di un componente di una squadra, ma di un vero e proprio arbitro “super partes”. Gianmario non ha mancato di toccare aspetti più tecnici intraprendendo un percorso nel quale ha voluto ripassare le parti più importanti ed ignorate del regolamento. Basti pensare che il 99% del lavoro dell’arbitro è basato sull’individuazione e sulla sanzione dei falli e delle scorrettezze (non altro che l’aspetto tecnico e disciplinare della prestazione arbitrale), ma troppe volte si affronta con superficialità e non si attribuisce il giusto peso allo studio del regolamento. In un interessante dibattito con gli associati intervenuti l’ospite piemontese ha suddiviso i 20 falli che sono enunciati nel regolamento nelle due categorie: di contatto e di non contatto, per effetto dei quali differenziano anche per la ripresa di gioco: calcio di punizione diretto per i primi e indiretto per i secondi. Dagli anni ’70, poi, è stato introdotto anche l’utilizzo dei cartellini rossi e gialli (colori scelti pensando ai semafori che regolamentano il traffico stradale) per sanzionare le 13 scorrettezze: sono sette quelle che prevedono l’espulsione e sei quelle che prevedono l’ammonizione. La produttiva serata è così scivolata verso la sua fine con la consapevolezza dei presenti che il proprio futuro dipende esclusivamente da sé stessi. In conclusione il Presidente Antonio Aureliano ha desiderato ringraziare di cuore l’Ospite per la preziosa riunione che ha tenuto e per l’importante messaggio che ha lasciato ai fischietti felsinei.