Sezione di Bologna: Riunione tecnica con Morganti

La riunione è stata aperta dal Presidente Antonio Aureliano che ha presentato Emidio Morganti con un video per illustrarne la carriera.
Per ripercorrere la riunione tenuta bisogna partire dalla fine e riavvolgere il nastro. “Fa che il tuo limite sia come l’orizzonte, più ci si avvicina ad esso più retrocede, continua a correre!” Questa è stata la massima che ci ha lasciato l’ospite di Ascoli Piceno: attualmente Componente della Commissione della CAN A. Una brillante carriera, come ha sottolineato anche l’amico Nicola Rizzoli, presente in sala insieme al neo eletto Componente del Comitato Nazionale Michele Conti. Morganti, ha sempre avuto un approccio positivo e proiettato al futuro, senza farsi condizionare dal rimpianto e dal rammarico consapevole di aver raggiunto traguardi che  qualsiasi arbitro sogna di poter un giorno anche solo avvicinare. Questo è stato il filo conduttore della gradevole serata che si è rivelata una riunione particolarmente interattiva in cui i numerosi presenti, più o meno esperti, hanno potuto rivolgere all’ospite dubbi e curiosità.
Ma quali sono concretamente i consigli che una persona di così grande esperienza ha lasciato ai giovani ragazzi che si confrontano con le prime difficoltà? Sicuramente la preparazione, che va intesa però in senso molto ampio: la gara inizia quando arriva la designazione, si studiano le squadre e ci si prepara alle insidie a cui si può andare incontro, più ci si avvicina alla gara più la concentrazione deve aumentare. Dando per scontata quindi l’imprescindibile preparazione atletica e tecnica, si deve lavorare sulla concentrazione mentale.

Lo stesso vale anche quando si scende in campo; Morganti ha usato due metafore: quella del cubo, dove è bene far sentire gli spigoli e la propria presenza ai calciatori, ai dirigenti e al pubblico, e quella della sfera,  dove occorre lasciarsi scivolare tutto via, cercando di cancellare eventuali errori commessi durante la gara.

Ha aggiunto che la partita non finisce  al 90’,ma si continua costantemente a lavorare  sulle proprie caratteristiche, per migliorare sempre sé stessi, avvalendosi anche di filmati, perché in fondo l’arbitraggio è una corsa ad ostacoli, dove si devono superare le proprie paure, i propri limiti e gli obiettivi che ci si pongono. E, se siamo partiti dalla fine, non si può però concludere senza una premessa: l’arbitraggio è prima di tutto un divertimento, la passione che ci muove, la forza che ci fa andare avanti ed il rispetto che ci unisce.