Sezione di Parma
La riunione tecnica con Paolo Consonni

“Sono una persona che ha vissuto per tanti anni la sezione e sono tra voi volentieri per parlarvi da uomo di sezione”. Con queste parole si è presentato Paolo Consonni, componente della Commissione Arbitri Interregionale, ospite della Sezione di Parma lo scorso 8 Novembre. E’ stata una serata all’insegna della didattica regolamentare quella che hanno vissuto i numerosi associati che si sono ritrovati nella sala della sede di Moletolo. Una didattica, però, assolutamente non sinonimo di noia o di pura teoria, ma suggerita da situazioni reali. L’abilità di Consonni è stata quella di intrattenere arbitri e osservatori mediante una lezione di campo, un giusto mix di regole e buon senso, qualità che non possono mancare nell’arbitro moderno.

Dopo il saluto introduttivo del Presidente della sezione ducale, Fausto Avanzini, l’ospite della serata ha tenuto il suo intervento suddividendolo in due parti: una definita da lui stesso “istituzionale”, e una tecnica.

Un breve cenno, dunque, su come funziona e da chi è composta la Commissione Arbitri Interregionale, quindi l’inizio di una discussione avente come tema centrale la prevenzione. Un termine di cui si sente sempre più spesso parlare in ambito arbitrale, ma dal significato non sempre facile da mettere in pratica.

“E’ semplice dire: dovete fare prevenzione – ha osservato Consonni – ma poi bisogna saper spiegare agli arbitri anche che cosa è la prevenzione e come praticarla sul terreno di gioco, al di là dei concetti astratti. Se la si vuole attuare bisogna anzitutto capire la partita, chi abbiamo di fronte, guardare negli occhi i calciatori, cercare di individuare chi ha le caratteristiche del leader nelle squadre. Imparare a relazionarsi con chi è sul terreno di gioco, essere empatici, sono doti che dobbiamo incoraggiare negli arbitri in formazione che vanno a dirigere in tutta Italia”. Un panorama, infatti, reso ancora più vario proprio dalla eterogeneità delle gare.

“Dirigere in Lombardia o in Sicilia non è la stessa cosa da un punto di vista ambientale e caratteriale e gli arbitri devono essere poliedrici, flessibili, sapersi adattare alle situazioni che si possono presentare durante i novanta minuti a prescindere dal contesto”. Poi una immagine fantasiosa ma calzante: “Vedete, dirigere una gara è un po’ come pilotare un aereo con la fase di decollo, quella di volo e l’atterraggio. Se l’arbitro capisce subito il clima che lo circonda è in grado di fare un buon decollo. E se parte bene, non dico che può inserire il pilota automatico, ma garantisce ai passeggeri calciatori un volo confortevole in vista dell’atterraggio, per certi versi paragonabile agli ultimi minuti. Spesso il punteggio alimenta situazioni di tensione che l’arbitro deve essere in grado di gestire esattamente come il pilota che conduce a terra l’aereo”. Non è mancato il consiglio informale buono per ogni stagione: “Non abbiate paura di sorridere, la gara è, in fondo, il momento in cui raccogliete i frutti della vostra preparazione. Non vivetelo con tensione, ma con la serenità di chi sa di aver fatto il suo”. Sono stati anche mostrati alcuni video di particolari situazioni di gioco che il relatore ha commentato anche con punte di divertente ironia.

Paolo Consonni ha così concluso il proprio intervento: “Non sono venuto qui per declamare verità assolute perché non ne esistono. Ragioniamo insieme e confrontiamoci: è un utile modo per crescere e formarci tutti insieme, dalla serie A al settore giovanile. Siete arbitri: il solo fatto di decidere per tutti in una frazione di secondo vi rende persone un po’ speciali. Non dimenticatelo”.

foto di Alessandro Blasi