Sezione di Parma
La festa di fine stagione

Festa di fine stagione perfettamente riuscita alla sezione arbitrale di Parma. La sera del 23 Maggio scorso, in una sala riunioni gremita oltre la sua capienza, non solo è stato fatto un breve bilancio della stagione che si avvia ormai alla conclusione, ma sono stati consegnati i premi sezionali intitolati a figure dell’arbitraggio anche nazionale che hanno fatto la storia della sede ducale dell’associazione. Non sono mancati gli ospiti di rilievo: hanno partecipato il Vice Presidente dell’AIA, Narciso Pisacreta, il Segretario Nazionale, Francesco Meloni, per il Comitato Regionale dell’Emilia Romagna il Vice Presidente Michele Gallo. Presenti anche autorità cittadine e rappresentanti di altre associazioni sportive, come il Direttore Operativo del Parma, Corrado Di Taranto, accompagnato dal calciatore Marco Marchionni, e i delegati del CONI, Gianni Barbieri, e della FIGC, Franco Varoli. In prima fila, ospiti graditissimi, gli arbitri CAN Mauro Bergonzi e Andrea De Marco, oltre ad un nutrito gruppo di assistenti del più importante organo tecnico nazionale. Un tocco di leggiadra grazia, per nulla seconda alla competenza, è stato dato da Katia Senesi, componente della commissione CAI. A fare gli onori di casa il Presidente Alberto Boschi che, introducendo la serata, si è soffermato sull’ importanza dell’appuntamento. “Per noi è stato un anno delicato con il cambio in corsa alla guida della sezione. Mi hanno proposto di fare da timoniere e, una sera, dopo aver guardato la targa all’ingresso con il nome di Ferruccio Bellè, ho deciso che non potevo dire di no. Mi sono tuffato in questa avventura con entusiasmo e con un obiettivo preciso, che riconosco essere ambizioso: lavorare per riportare la sezione di Parma ai vecchi splendori”. La parola chiave è unità. “Quando parlo uso spesso il noi, ma non per un semplice vezzo oratorio, piuttosto per sottolineare che siamo una squadra. Ebbene, questo gruppo fatto da ragazzi di ogni età gestisce una marea di gare all’anno in un contesto dove non sempre la cultura sportiva è tale da ricondurre un errore arbitrale ad un fattore del gioco”. Quindi la consegna dei premi sezionali. “Un momento davvero importante. Parlare di figure come Franceschi, Prati, Varazzani e Orsi, senza voler dimenticare gli altri, mi emoziona e, allo stesso tempo, mi ricorda che tutti abbiamo una grande responsabilità: queste persone si sono molto spese per condurre Parma alla ribalta nazionale e non si può in alcun modo tradire ciò che loro hanno fatto”. Particolarmente commovente la consegna ad arbitri, assistenti e osservatori particolarmente distintisi nel corso della stagione poichè accompagnata da foto d’epoca e, implicitamente, dal ricordo di chi ha conosciuto direttamente le personalità cui i riconoscimenti erano intitolati. Emozionato anche il grande Alberto Michelotti, in prima fila a ricordare, insieme agli altri, “amici che non sono più tra noi”. Dopo la consegna della borsa di studio intitolata a Valdo Franceschi, le conclusioni sono state tratte da Narciso Pisacreta che ha anzitutto ringraziato Boschi per l’invito per poi parlare a braccio di varie tematiche. “Caro Alberto, tu hai parlato tanto degli altri, ma hai dimenticato di citare te stesso, visto che molto stai facendo per il mondo arbitrale. Con te si coniugano perfettamente antico rigore e mentalità da giovane, rivolta al futuro. Io credo che la nostra associazione rappresenti oggi non solo un modo come un altro di fare sport, ma soprattutto una importante agenzia educativa, dove si può entrare a 15 anni e, sostanzialmente, non uscire mai se non per propria volontà. L’arbitro è un ruolo che racchiude potere decisionale, tra l’altro da esercitare istantaneamente: decidere, come è noto, rafforza la propria personalità e non tutti, tra quelli che ci criticano, avrebbero il coraggio di farlo. Sembra banale dirlo, ma alcune volte trovare il fiato per un fischio in particolari situazioni richiede grande convinzione e soprattutto una maturità che è assolutamente utile anche nella vita di tutti i giorni”. L’arbitraggio, un’attività alla luce del sole. “Tutti possono giudicare quello che facciamo, anzi qualche volta si abusa di questo. Apparteniamo ad un’associazione che, per il proprio funzionamento, è studiata anche in altri ambiti. Mia madre non ha mai avuto a che fare col mondo arbitrale, ma si sentiva tranquilla quando mi sapeva in tre posti: a casa, a scuola e in sezione. Credo questo debba essere il nostro migliore spot”. Boschi gli consegna una targa con l’effige del Maestro Verdi. “Che ricordi, quando al Tardini entravamo in campo sulle note della marcia trionfale dell’Aida, dava una carica straordinaria. Oggi che sono dirigente capisco che è fondamentale per ognuno di noi ritagliarsi un ruolo all’interno dell’associazione, trovare il modo di contribuire alla sua e alla nostra crescita. Quando fate qualcosa chiedetevi se siete felici di farla e cercate di impiegarvi in mansioni che vi diano soddisfazione al di là della categoria. Dovete star bene con voi stessi e, allora, potrete dare molto anche agli altri. Perchè essere arbitri non è solo corsa e tecnica, ma costituisce a tutti gli effetti una scuola di vita”. A proposito di gesti importanti e valori: molta ammirazione hanno suscitato Maurizio Babarelli, mentor per l’Emilia Romagna, e i quattro talent da lui seguiti nel corso della stagione. Per le loro prestazioni? No, qui il calcio non c’entra. Hanno, tutti insieme, deciso di adottare a distanza un bimbo di 6 anni del Malawi. La vittoria più bella: chapeau.