Tre eventi per tre Sezioni: RTO congiunte tra Rimini, Forlì e Ravenna

Oltre 160 partecipanti e due relatori di primissimo piano. È iniziato ieri, Giovedì 18 Febbraio 2021, il progetto che unisce le Sezioni di Rimini, Forlì e Ravenna, realizzato grazie all’idea e alla collaborazione tra i tre presidenti sezionali, Francesco Martinini, Donato Leo e Johannes Donati, con la volontà di mettere insieme le forze e realizzare riunioni che potessero avere relatori di piano nazionale e non solo. Il progetto continuerà con altre due riunioni tecniche sempre su Zoom con l’aiuto degli arbitri nazionali delle tre sezioni che hanno la fortuna di poter scendere in campo anche in questo periodo di pandemia.

Calorosi i saluti di Sergio Zuccolini presidente CRA, e di Carlo Pacifici rappresentante del Comitato Nazionale, che ha ringraziato per questa opportunità che le sezioni hanno dato ai loro associati, chiedendo di essere squadra con dentro una grande voglia di scendere nuovamente in campo.

Per la prima RTO, è stato il turno di Antonio Rapuano e Marco della Croce, entrambi in organico CAN della sezione di Rimini. Hanno incentrato la serata sulla preparazione di una partita, momento fondamentale che molte volte giovani arbitri non vivono a pieno. Siamo partiti dalla domanda “Perché si deve preparare una partita, è cosa superflua o importante?” Grazie a Antonio e Marco abbiamo imparato che per conquistare una vetta bisogna avanzare di centimetro in centimetro e che è indispensabile avere a cuore il pre-gara.

L’attesa, il desiderio, l’agitazione, sono le sensazioni che viviamo quando si aspetta la chiamata da parte del proprio OT oppure l’e-mail della designazione. E queste emozioni sono le stesse che ciascun associato prova, senza distinzioni tra nazionale e sezionale, perché tutti accomunati dalla passione di scendere in campo.

Marco ci ha raccontato come anche lui quando veniva designato per gare di categorie inferiori, prendeva sottogamba il match, non si preparava mentalmente, con l’idea che quella partita non era alla sua altezza. Ha compreso dai suoi errori che invece proprio in quelle partite si ha l’occasione di migliorare, di preparare ancora più dettagliatamente la partita, di aver più tempo per sistemare quelle piccole cose che non sempre si ha tempo di guardare. Ci ha raccontato del suo esordio in Serie B con la chiamata inattesa di Daniele Orsato come arbitro, che gli ha trasmesso professionalità e contemporaneamente umanità. Da una finale di Champions, a una partita di serie B non cambia nulla, stessa concentrazione, stesso rispetto, stessa cura dei dettagli. Ascoltare i più esperti dell’associazione è fondamentale per crescere e maturare.

Antonio ci ha raccontato l’importanza di creare squadra, di essere un’unica mente durante la partita. È estremamente importante fidarsi delle persone che abbiamo accanto ed essere leader della squadra. Si vince e si perde insieme, sempre. Inoltre, per preparare una partita, è fondamentale cercare la concentrazione giusta: Antonio ci ha raccontato del suo silenzio. Fare silenzio per lui è fondamentale, cercando di liberare la mente dalle pressioni e dai pensieri, cercando di ritrovare quel sentimento da cui tutto è partito: la gioia, perché fondamentalmente ciò che unisce qualsiasi arbitro è il divertimento, la passione e la gioia di scendere in campo.

Il fondamento della credibilità di un arbitro è la sua sincerità. Avere rispetto delle squadre che si ha di fronte, avere rispetto della propria squadra, e non aver paura di mostrarsi per quelli che siamo, senza creare veli di finzione, provando a mostrarsi per come non siamo. È inutile mostrare una corazza invalicabile durante l’appello e poi essere tutt’altro in campo. Serve serenità, serietà e credibilità.

Si è esaltata anche ieri sera la grande bellezza dell’AIA: una grande squadra unita dalla passione e dalla voglia di divertirsi. E per divertirsi è necessario preparare il match, prendersi a cuore i dettagli e creare un team unito e forte.

Marco Della Croce durante la RTO
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