AIA PARMA Festa di fine stagione
Comastri: “Contagiati dal virus dell’arbitraggio”

Si è svolta venerdì 19 maggio nella prestigiosa cornice dell’Hotel San Marco di Ponte Tarola Festa sezionale degli arbitri della Sezione AIA di Parma, che ha visto la consegna di numerosi premi ai fischietti più meritevoli della provincia e la cena di gala a cui hanno partecipato oltre cento associati come gli atti conclusivi della stagione sportiva 2016/17. Davanti a una folta platea arbitrale e non solo, formata, tra gli altri, dal Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, dai Componenti Nazionali Maurizio Gialluisi di Barletta e Michele Conti di Ravenna, dal Presidente Regionale del CRA, Sergio Zuccolini e dal Vice Delegato del Comitato Provinciale F.I.G.C. Franco Capelli, il Presidente Matteo Comastri ha aperto la serata facendo gli onori di casa e tirando le somme della stagione appena conclusa. Le prime parole sono state sulla nuova squadra direttiva sezionale e sulle scommesse vinte: “La prima grande emozione che abbiamo avuto è stata riuscire a portare un centinaio di persone ad ascoltare la Circolare N.1 durante una riunione organizzata appositamente a fine agosto dello scorso anno” – ha affermato, per poi sottolineare le difficoltà del ruolo di Presidente di Sezione e l’importanza di fare squadra – “Quando mi hanno eletto presidente, ho cercato nel mio ufficio un manuale che mi spiegasse come si fa il presidente. Ma non esiste questo manuale: bisogna affidarsi all’esperienza, che poi è il nome che diamo ai nostri errori.” Il capo degli arbitri parmigiani ha poi elogiato il prezioso lavoro svolto dal suo predecessore, Alberto Boschi: “Io sono arrivato in una Sezione che dal punto di vista tecnico, amministrativo e associativo non aveva macchie, perché chi mi ha preceduto aveva lavorato molto bene e aveva fatto in modo che tutto andasse bene” – ha detto Comastri, rivolgendosi alla platea gremita della Sala Marco Polo, descrivendo poi l’unico momento negativo della stagione – “Di momenti belli ce ne sono stati tanti, purtroppo ce n’è stato anche uno brutto, quando un nostro ragazzo è stato colpito durante una partita. Non so cosa volesse raggiungere questo calciatore con quel gesto, ma so che, qualunque sia stato il suo obiettivo, lo ha fallito, perché il ragazzo colpito dopo due settimane era di nuovo in campo e continua a fare quello che ama, cioè arbitrare.” Un brutto momento che, però, non ha fatto che rafforzare ancora di più i sentimenti e l’attaccamento all’AIA: “Dentro di lui ci sono i valori della passione e dell’orgoglio di appartenere a questa grande famiglia. È uno di quelli che è stato contagiato dal virus dell’arbitraggio fin dalla prima volta che ha messo il fischietto in bocca, ed è una cosa che ti entra in corpo e non ti lascia più.

È stato poi il momento della consegna dei 7 premi sezionali, che ricompensano gli associati che si sono distinti maggiormente nell’ultima stagione sportiva. Il Premio “Maurizio Baistrocchi” per il miglior arbitro non selezionabile a disposizione dell’organico sezionale è andato a Yannick Kenmogne, che, come è stato ricordato, “fa parte della nutrita pattuglia di quelli che non hanno nulla da giocarsi la domenica, se non una bella figura sui campi di Seconda e Terza Categoria“. Il Premio “Luigi Anedda”, invece, per il miglior arbitro selezionabile a disposizione dell’organico sezionale è finito nelle mani di Francesco Fedolfi, premiato dal sindaco Pizzarotti, il quale ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’arbitro: “Pensando da bambini a intraprendere una carriera, non tutti sceglierebbero quella dell’arbitro. Vi ringrazio doppiamente per la passione che mettete perché, in un mondo dove si pensa solo a stare davanti e non ci piace rispettare le regole, il vostro ruolo è estremamente importante.” Il Premio “Ferruccio e Gian Franco Bellè” ed il Premio “Luigi Battilocchi”, rispettivamente per il miglior arbitro nazionale e regionale della sezione, sono stati vinti da Stefano Belfiore, arbitro della CAN D, e Giovanni Agosta, arbitro di calcio a 5 del CRA, mentre il Premio “Nando Orsi” ed il Premio “Arnaldo Prati”, rispettivamente per il miglior osservatore della Sezione di Parma e per il miglior osservatore della regione, sono andati ad Alessandro Scipioni e a Giacomo Forni della Sezione di Bologna. Infine, sono state assegnate anche la Borsa di Studio “Valdo Franceschi”, vinta da Andrea Faccini, e tre targhe speciali per Michele Testa (per i suoi 25 anni di attività arbitrale), Erio Iori (per i suoi 8 anni come Componente Nazionale dell’AIA) e Stefano Mezzadri (per i suoi 10 anni alla CAN5). Tutti loro sono stati contagiati da un virus, per il quale non si ha una cura, ma che trasmette passione e orgoglio. Quello dell’arbitraggio.