AIA Piacenza
Davide Massa: incontro con un ragazzo diventato internazionale

Lo scorso martedì 8 marzo la Sezione di Piacenza ha avuto il piacere di ospitare l’arbitro internazionale Davide Massa. Dopo un allenamento sul campo sintetico che ha visto la partecipazione di diversi arbitri, la serata è proseguita con la cena e infine la riunione svoltasi come di consueto presso il Salone del Coni.

Davide si è presentato alla Sezione di Piacenza con estrema naturalezza e umiltà raccontando la sua storia di ragazzo e arbitro normale, non di un superuomo, che è arrivato in Serie A e ha iniziato a calcare anche i campi a livello internazionale. Ha iniziato a 15 anni senza conoscere bene il motivo, ha giocato a calcio e ne era innamorato, così come molti coetanei. Con il supporto della Sezione e l’esortazione del suo Presidente, è riuscito a creare quell’atteggiamento corretto che porta a diventare Arbitri con la A maiuscola. Si può essere arbitro per passatempo, per coprire le numerose gare settimanali oppure si può scegliere di praticare lo sport “arbitro di calcio”.

Davanti alla gremita platea di arbitri piacentini dai più ai meno giovani, Davide ha spronato tutti a tenere un atteggiamento adeguato per essere e fare l’arbitro  “il consiglio è quello di provare a tirare fuori il meglio da noi stessi”. La conoscenza del regolamento, le capacità atletiche, l’aspetto comportamentale e il saper relazionarsi con gli altri, questi sono punti cardine che contraddistinguono il fare l’arbitro da altre attività sportive.

Praticare questo sport molto complesso vuol dire ricercare il miglioramento, non solo atletico ma soprattutto di crescita personale. “Vi invito a fare l’Arbitro di calcio negli atteggiamenti, nelle relazioni dentro e fuori dal campo, nella vita di tutti i giorni. L’Arbitro è colui che soffre quando sbaglia, cresce e diventa uomo. E’ un obiettivo che si coltiva lavorando tanto, perfezionandosi e limando gli errori, tutto con umiltà vera. E noi siamo i primi osservatori nel giudicare i nostri errori”.

Alla domanda fatta da un giovanissimo arbitro “come ci si sente ad arbitrare da solo in certi campi come San Siro”, Davide ha spiegato in modo semplice che la tensione pre-gara è presente in tutte le categorie ed è sempre la stessa, ma è rapportata all’esperienza; questa trepidazione la si ha a tutti i livelli anche quando si dirigono gare giovanili con il pubblico fuori dal campo che urla ed incita.

Con il suo stile autentico e spontaneo, Davide ha saputo raccogliere l’attenzione della platea, in particolare dei ragazzi dell’ultimo corso coinvolgendoli nel porre domande e nel confrontarsi. Le due ore di riunione sono volate piacevolmente: mai viste così tante braccia alzate, anche tra i più timorosi, tutti pronti con dubbi e curiosità da condividere.