Anche Rizzoli alla festa della sezione di Parma

Una serata per incontrarsi, tra passato e futuro, e per salutare una stagione ormai alla conclusione. La sezione di Parma ha organizzato la festa di fine campionato e nell’occasione, come da tradizione, sono stati consegnati i premi intitolati a personaggi illustri del passato. Il tutto impreziosito dalla presenza di ospiti importanti, in particolare il fischietto dell’ultima finale mondiale, Nicola Rizzoli, accompagnato dal “suo” assistente Renato Faverani. Tra il numeroso pubblico di associati che ha affollato la sala nomi importanti, che hanno fatto la storia della sezione. Alberto Michelotti con i suoi fedeli collaboratori Romano Gennari e Dino Sozzi, Maurizio Isola e Giuliano Tartarotti. Ci sono anche Erio Iori, che rappresenta il Comitato Nazionale, Sergio Zuccolini, presidente del CRA, accompagnato da parte della sua squadra e il presidente Regionale F.I.G.C. Paolo Braiati. A rappresentare la città ducale il sindaco Federico Pizzarotti. “E’ una serata importante – commenta il presidente Boschi – perché si incrociano il presente di una stagione che volge ormai al termine e il passato rappresentato da figure che non possono essere dimenticate perché sono la nostra storia. I premi che consegneremo sono riconoscimenti importanti specie per i ragazzi più giovani che incarnano la linfa nuova, il futuro della sezione. Devono essere orgogliosi di poter raccogliere idealmente il testimone da personalità del calibro di Bellè, Prati, Anedda, Varazzani che oggi ricordiamo con estremo piacere e un pizzico di commozione”. Sentito anche l’intervento di Rizzoli, che è parso molto determinato nonostante abbia diretto la gara più importante che possa capitare in una carriera arbitrale. “E’ bello stasera essere qui, quando si parla di arbitraggio io mi sento a casa. Ancora più soddisfacente è vedere tanti ragazzi sorridenti che raccolgono premi per la loro stagione. Proprio a loro va il mio pensiero: non possiamo permettere che la violenza macchi la crescita e l’entusiasmo che dimostrano. Occorre fare di più e non si può neanche pretendere che siano gli arbitri ad insegnare una cultura sportiva che spesso manca. Non si può prescindere da altre componenti per un futuro migliore”.