DUE GIORNI A COVERCIANO
IL RADUNO MENTOR & TALENT

In un weekend nuvoloso ma carico di entusiasmo si è svolto il primo raduno Mentor-Talent del settore tecnico.

Le due giornate del 23 e del 24 novembre sono state cariche di contenuti ed intense, tanto da coinvolgere in modo entusiasmante tutti i partecipanti.

Dopo un breve incontro conoscitivo che ha permesso alla commissione guidata da Trentalange di presentare il proprio team e le linee guida del progetto, i giovani arbitri sono stati chiamati a rispondere ai consueti quiz tecnici e a esprimere la propria opinione in merito a filmati e video didattici.

Il pomeriggio del sabato ha visto anche il saluto di due arbitri di serie A, Massa e Damato, che si sono confrontati con i talent prima di partire per la loro designazione domenicale per Livorno-Juventus.

La serata ha visto l’intervento di Sabrina Rondoletti, responsabile del progetto Mentor-Talent.

Il raduno è proseguito il giorno seguente con l’effettuazione del test FIFA11+ coordinato dal professor Castagna in anteprima nazionale.

Sono poi intervenuti nella riunione in aula il presidente dell’Aia Marcello Nicchi e Pierluigi Collina che si è a sua volta confrontato con i talent.

Il raduno si è concluso in serata dopo la visionatura di ulteriori filmati e l”’in bocca al lupo!” da parte di Alfredo Trentalange e di tutta la commissione.

IL RACCONTO DELLA “DUE GIORNI” DI COVERCIANO NELLE PAROLE DI UN NOSTRO TALENT *

Chi di voi non sogna ad occhi aperti? Chi di voi, travolto dalla passione che vi rende arbitri non sogna di poter un giorno essere presente a un raduno arbitrale di massimo livello, addirittura a Coverciano, sede universitaria del calcio?
Ecco, grazie al progetto Talent & Mentor , che sta avendo sempre maggior risonanza a livello nazionale e non, io ed altri sette ragazzi della regione Emilia Romagna, con altri cento provenienti da tutto lo stivale possiamo fieramente affermare di essere stati a Coverciano ad un raduno di massimo spessore. Giusto per dare un’idea della qualità di questa esperienza posso citare gli ospiti e i relatori che sono intervenuti: Trentalange, Nicchi, Collina, passando per Damato, Massa, Giannoccaro e tutti i membri del Settore Tecnico. Ecco due giorni in cui si è respirata aria veramente pulita, si è respirato calcio a 360 gradi nelle sue più belle ed emozionanti sfumature, due giorni in cui eri circondato da persone e da uomini, maturati anche grazie all’arbitraggio, che parlavano tutti la stessa lingua, inteso ovviamente in termini sportivi. Sensazioni fantastiche, iniezioni di fiducia in noi stessi che noi non conserveremo egoisticamente, ma anzi proveremo a trasmettere con quanta più passione possibile agli altri ragazzi CRA e ai ragazzi più giovani che in sezione muovono i primi passi sui terreni di gioco, rendendoli da subito consapevoli che con passione sacrificio e impegno ci si può già togliere grandi soddisfazioni anche ad una giovane età.

Il raduno si è articolato in riunioni in sala, quiz tecnici, esercitazioni atletiche che come filo conduttore avevano un’alta professionalità che però non è mai pesata sui ragazzi, per la grande passione e il grande divertimento per ciò che stavamo facendo e per ciò che facciamo tutte le domeniche, perché, come ha ricordato il Presidente Nicchi nel suo intervento: “Quando si parla di sport deve essere semplice decidere, non si tratta di amputare una gamba o meno, ma è un grande divertimento”.

Poi è giunta la domenica pomeriggio, ci siamo rimessi in spalla le nostre borse e ci siamo avviati verso casa; varcando l’uscita di Coverciano la sensazione era decisamente strana, come quando si saluta una cara persona che ti ha dato tanto con la speranza di rincontrarla nuovamente ed il prima possibile; la borsa era anche lei cambiata, più pesante, perché portavamo a casa con noi valori ed insegnamenti che rimarranno sempre li, in quella stessa borsa che ogni domenica ci portiamo appresso e che saremmo sempre pronti a mostrare per fare di noi Arbitri e persone migliori. Auguro a tutti di poter avere un grande futuro e di poter vivere esperienze come quella che abbiamo vissuto a Coverciano.

                                                                                                          * Riccardo Di Stefano