Sezione di Bologna una RTO: tra “Regole e Autorità”

Lunedì 30 Marzo, la consueta RTO ha come protagonista Gianluca Aureliano, Arbitro CAN B della nostra sezione, debuttante in serie A nella scorsa stagione. A sorpresa e non annunciato tiene una delle più belle, appassionate, coinvolgenti RTO degli ultimi anni.

“Le Regole e l’Autorità” questo il titolo della lezione, che non sarà tecnica ma piuttosto una lezione di vita.

Gianluca apre il cuore e racconta i suoi 16 anni di appartenenza all’AIA, del suo “essere” arbitro, degli errori commessi perché è da ciò che si impara, di quello che l’Associazione gli ha insegnato, della gratitudine che prova per averlo fatto crescere come uomo prima che come arbitro.

Cattura, con la sua oratoria, l’attenzione dell’affollata platea chiedendo:

“Cos’è l’autorità? Come si conquista? Come si mantiene? Come e quando si perde? Come e cosa bisogna fare per riconquistarla?”.

Parte da lontano Gianluca citando Cicerone : “ La perseveranza e non il genio portano l’uomo al vertice”. E’ il lavoro, l’abnegazione quotidiana, il sacrificio, la determinazione, il credere in se stessi che ci consentono di raggiungere i nostri sogni, la “nostra seria A”. Bisogna essere consapevoli che più si cresce più aumentano le responsabilità, più si raggiungono mete alte più aumentano le aspettative nei nostri confronti e quindi bisogna essere pronti a dare sempre il massimo, ad essere irreprensibili nella vita di ogni giorno. Essere arbitri e diverso che fare l’arbitro. E’ il “cuore” che fa la differenza, solo mettendoci passione diventiamo Arbitri.

Sin dai campionati minori veniamo visti e giudicati come un esempio. Le regole ci investono dell’autorità, ma proprio per questo bisogna rispettarle con estremo rigore, solo così possiamo interpretarle anche con “fantasia” e creatività. Solo rispettandole manteniamo la nostra autorità, la nostra autorevolezza nei confronti di tutti gli attori in campo.

Per mantenere l’autorità bisogna prepararsi con scrupolo, studiando il regolamento, preparandosi atleticamente, frequentando la sezione, ascoltando con umiltà i consigli dell’osservatore e degli “anziani”. Mantenere alta la concentrazione, considerare la gara per la quale si viene designati come “propria”. Nessun altro potrebbe arbitrarla meglio di noi. Mai sottovalutarla, impegnarsi al massimo. La gara più difficile è sempre la prossima.

Essere arbitri non contempla il compromesso, l’opportunismo, la convenienza, prima o poi arriva il momento in cui siamo chiamati a decidere con coscienza, prendere la decisione perché è giusta. E’ la nostra coscienza che c’è lo impone. Questo è essere arbitri. Valutare ed agire secondo coscienza.

Quando sbagliamo la nostra autorità vacilla, attorno a noi comincia a crescere lo scetticismo. In molti ci danno una pacca sulla spalla e non va preso certo come un buon segnale. E’ in questi momenti che dobbiamo tirar fuori il meglio di noi stessi, credere nelle nostre capacità, perseverare nonostante tutto. Gianluca cita Goethe: “Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza sempre”. Bisogna analizzare non solo il perché si è sbagliato ma il come, per imparare dagli errori e cercare di non ripeterli. Evitare di rimanerne prigionieri   continuando a vivere nel passato. Bisogna considerare l’errore come un’opportunità per crescere e migliorarsi. Richiamando l’insegnamento di San José Maria Escrivà, Gianluca mette in guardia la platea dal non farsi dominare dalla “ mistica del magari”. Non serve a nulla rammaricarsi di quello che è successo, importante è quello che possiamo fare bene e meglio ad iniziare dalla prossima gara trovando un equilibrio tra passato, presente e futuro. Solo così riusciremo a riconquistare la nostra autorità.

Credendo nelle proprie capacità ed impegnandosi al massimo, ognuno potrà raggiungere la “propria Serie A”, perché essa è soprattutto una condizione interiore che si raggiunge sempre quando si rimane fedeli a se stessi.

Dopo circa un’ora con un lungo, caloroso, appassionato, applauso, una platea gremita soprattutto di giovani arbitri ringrazia Gianluca per una serata che resterà a lungo nelle menti e nei cuori di ognuno.

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La sala gremita

 

Gianluca Aureliano dirante la serata

Gianluca Aureliano durante la serata