Sezione di Parma
Alberto Boschi è il nuovo Presidente

E’ passato tanto tempo, ormai, da quella domenica ottobrina di ventotto anni fa: il primo Milan berlusconiano, con il Barone Liedholm in panchina, scendeva in campo contro il Brescia in un San Siro con le reti nere e senza l’imponente copertura realizzata per Italia ’90. Gli arbitri erano vestiti rigorosamente di nero con dei calzettoni un po’ così, con un risvolto blu che impediva, di fatto, la monotonalità. I tempi delle divise colorate erano lontani e si parlava di terna arbitrale, non di sestetto. Alberto Boschi, allora, aveva qualche anno in meno e qualche capello in più ma in campo, quel giorno, c’era anche lui, in una delle sue gare nella massima serie. Dicono che fosse deciso esattamente come lo è ora, da Dirigente, dopo tanti anni passati ad accumulare esperienza di ogni tipo con incarichi spesso non semplici che ne hanno irrobustito (metaforicamente) le spalle. Citarne il curriculum dirigenziale significherebbe occupare interamente lo spazio a disposizione. Basta un motore di ricerca: provare per credere. Da Venerdì 21 Marzo è il nuovo Presidente della Sezione di Parma al termine dell’Assemblea elettiva che lo ha visto unico candidato. Un ritorno, per Boschi, dopo il biennio 1989-90 alla guida della sezione ducale. La serata, molto partecipata dagli associati e a cui ha presenziato anche il Presidente del CRA Emilia Romagna, Sergio Zuccolini, è stata introdotta dal Vice Presidente Vicario uscente, Dante Zamboni, che ha inteso ringraziare tutti quanti lo hanno supportato nel periodo di conduzione della sezione. “E’ stata dura – ha detto – ma credo di aver svolto con dignità il compito del pilota della nave, di chi, cioè, la conduce in banchina senza urtare nulla e facendo sbarcare tranquillamente i passeggeri. Il mio scopo era quello di accompagnare serenamente la sezione a questo appuntamento, senza protagonismi ma con pragmatismo”. Dopo i ringraziamenti, un augurio. “Tutti possiamo e dobbiamo dare di più per far riappropriare Parma del ruolo che merita in ambito nazionale”. Eccolo, il nuovo Presidente: jeans e maglione verde, un look che si sposa con lo stato d’animo proprio di chi sa bene di doversi tirar su le maniche. La sua presentazione, meglio dichiarazione di intenti, non lascia spazio ai fronzoli. E’ sostanza. “Intanto voglio guardare un attimo indietro e ringraziare Fausto Avanzini e Dante Zamboni per quanto hanno dato alla sezione. Essere Presidente non è facile e significa anzitutto responsabilità, investire il proprio tempo libero per qualcosa che si sente dentro. Se sono qui è anche perché la sezione l’ho sempre vissuta come una seconda famiglia, io che certo non ero, inizialmente, una persona estroversa. Persone come Nando Orsi e Luigi Battilocchi mi hanno insegnato che essere arbitro non può essere distinto dall’essere uomo. E la crescita, per quanto mi riguarda, è avvenuta anche grazie a grandi dirigenti che ho conosciuto in Sezione. Parma, tradizionalmente, è sempre stata un punto di riferimento che ha sfornato arbitri, assistenti e dirigenti. Se vogliamo davvero costruire il futuro non possiamo non rispettare il nostro passato che non è una presenza ingombrante, ma uno sprone a migliorarci. Non possiamo ridurci ad avere una risonanza provinciale, nel nostro guscio: dobbiamo lavorare insieme per tornare ai vecchi tempi, a essere qualcosa cui tutti guardavano con stima e rispetto”. Via con gli obiettivi, allora. “La partecipazione alle riunioni tecniche non può diventare un diversivo ma deve rappresentare la consuetudine per un buon arbitro. La parola chiave è formazione: non possiamo certo pensare di gestire regole che non conosciamo a fondo. La divisa che si porta va rispettata e non si deve credere di essere arbitri e di far parte di un’associazione solo per un’ora e mezzo alla settimana. Vogliamo creare momenti ricreativi sezionali e coinvolgere anche chi, ultimamente, non ha partecipato molto alla vita associativa. Abbiamo bisogno dell’esperienza e del contributo di tutti”. E ancora. “ Vorrei un Consiglio Direttivo giovane perché i giovani sono il nostro futuro e perché dobbiamo pur preparare chi raccoglierà il testimone dalle nostre mani. Se non lavoriamo per formare i prossimi dirigenti l’arco temporale della parola futuro non andrà oltre domani. E saremo spazzati via. I ragazzi non si sentano mai di troppo in sezione: a loro verranno meritoriamente affidate le gare più importanti, cosicché chi arriverà all’organo tecnico superiore non lo farà povero di esperienza e ricco di dubbi e incertezze. Vogliamo dare ai nostri arbitri un biglietto per l’Organo Tecnico Regionale di sola andata e, per far questo, loro devono essere pronti ma noi dobbiamo correggerne i difetti e rafforzarne la giusta autostima. Abbiamo l’obbligo di ricostruire lo spirito di appartenenza alla sezione che deve tornare ad essere il centro della nostra vita arbitrale”. Un pensiero anche per gli Osservatori. “Sono una componente importante, non un binario morto dove li colloca la carta di identità. Devono valutare gli arbitri di domani, il nostro capitale, il nostro futuro. Non si può farlo con approssimazione e pressappochismo. Riserveremo agli arbitri futuribili molte visionature, per migliorarli e per essere sicuri noi delle loro capacità. Ma per far questo è necessario anche che gli osservatori siano formati, preparati, aggiornati”. In un suo  intervento, poi, il Componente del Comitato Nazionale Erio Iori ha annunciato la nomina di cinque nuovi arbitri benemeriti per la sezione (Contini, Franceschi, Galluccio, Morini e Schivazappa), mentre l’associato Maurizio Isola, ex assistente CAN, riceverà la Stella di Bronzo del C.O.N.I. Al termine dell’appuntamento elettorale ottimamente diretto da Ivan Aretano nel ruolo di presidente dell’Assemblea, è parsa netta la sensazione che sia stata ultimato un tratto di strada per la sezione di Parma e che, subito, ne sia cominciato un altro. Buon viaggio, allora.

Nelle foto sotto:

– l’Assemblea Elettiva

– l’intervento di Dante Zamboni

– il Presidente CRA Sergio Zuccolini e il Componente del Comitato Nazionale Erio Iori